Difesa del suolo. A Gaggio Montano, nell’Appennino bolognese, nuovi lavori di stabilizzazione della frana di Marano finanziati con 1,2 milioni di euro

L’intervento prevede anche la sistemazione della sponda sinistra del fiume Reno. A oggi, per il consolidamento del dissesto finanziati in tutto lavori per circa 3 milioni e 480 mila euro
26/04/2024 12:38

Bologna - Nuovi lavori per il consolidamento della frana di Marano, nel territorio comunale di Gaggio Montano (Bo), finanziati con 1 milione 200mila euro di fondi del Pnrr.

Interventi che si collocano in piena continuità quello già in corso, finanziato dalla Regione con 400mila euro, sulla storica frana dell’Appennino bolognese. L’obiettivo è l’ulteriore stabilizzazione del dissesto che nel 2018 ha pesantemente investito il territorio e la sistemazione della sponda sinistra del fiume Reno. Le opere sono progettate e dirette dall’Ufficio territoriale di Bologna dell’Agenzia regionale per la sicurezza territoriale e la Protezione civile.

Con il cantiere avviato, sale a quasi 3 milioni 480 mila euro l’ammontare delle risorse investite per il territorio a sud della borgata.

 

I lavori in corso sulla frana

Il progetto dei nuovi lavori di consolidamento della frana di Marano è stato predisposto a partire dai risultati di specifiche indagini geologiche e di costanti monitoraggi eseguiti sul dissesto. Oltre alle opere di consolidamento e alla sistemazione della sponda, è previsto l’ampliamento della sezione idraulica dell’alveo del fiume Reno, ai piedi della frana, per consentire il passaggio in sicurezza delle piene. È invece ancora in corso la posa di una rete metallica con funzione anti-erosione, su un’area estesa per quasi cinque mila metri quadrati, a protezione della nicchia di frana. La struttura verrà fissata alla parete con ancoraggi in acciaio e funi.

 

I precedenti interventi sulla frana di Marano

Fin dalla prima riattivazione della frana di Marano, la Regione ha svolto interventi con l’obiettivo di stabilizzare il dissesto, esteso per circa 700 metri, e sistemare il tratto di fiume ai suoi piedi, in parte ostruito.

Oltre ai lavori in somma urgenza svolti da subito proprio per impedire la completa occlusione dell’alveo, si sono poi realizzate campagne di indagini geologiche (dal 2018 al 2020) e interventi di drenaggio nella parte alta del dissesto finanziati con 100 mila euro.

Tra il 2020 e il 2023 sono stati realizzati due importanti interventi: con il primo, finanziato con 580 mila euro, è stata innalzata la quota di fondo dell’alveo con la posa di massi ciclopici per raccordarla con quella di valle, limitando il rischio erosione e stabilizzando il letto del fiume. Una scogliera sulla sponda sinistra del Reno e la sistemazione di quella a destra hanno completato l’opera.

Successivamente, un intervento da 1 milione e 200 mila euro ha permesso di consolidare la zona medio-alta del dissesto con un rimodellamento morfologico, drenaggi e una paratia di pali collegati da trave e tiranti in acciaio.

Red

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ultima modifica 2024-04-26T12:38:22+02:00
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