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Bologna - Insieme, per migliorare la qualità dell’aria del Bacino Padano. Una priorità e una sfida per le Regioni che ne fanno parte – Emilia-Romagna, Lombardia, Veneto e Piemonte – e che collaborano da anni nel monitoraggio delle emissioni, nella costruzione di scenari e nell’implementazione di misure e strumenti comuni. E ora ci sono i target fissati dalla nuova direttiva europea sulla qualità dell’aria, la 2024/2881, in fase di recepimento dall’Italia; target che rappresentano un traguardo ambizioso e richiedono l’attivazione, per il raggiungimento dei nuovi valori limite a partire dal 2030, di misure ancora più incisive e risorse adeguate.

Questi i temi al centro dell’incontro che si è svolto oggi a Ecomondo, la manifestazione internazionale dedicata all’economia circolare e alla transizione ambientale in corso a Rimini, e che ha visto ancora una volta la partecipazione delle Regioni del Bacino Padano: uno dei luoghi più densamente popolati e industrializzati d’Europa.

Alla tavola rotonda sono intervenuti Irene Priolo, assessora alla Programmazione territoriale, Ambiente, Mobilità e Trasporti, Infrastrutture della Regione Emilia-Romagna; Giorgio Maione, assessore all’Ambiente e Clima della Regione Lombardia; Elisa Venturini, assessora all’Ambiente, Clima, Parchi e Protezione Civile della Regione Veneto; Angelo Robotto, responsabile Direzione Ambiente, Energia e Territorio della Regione Piemonte. Presente anche Stefania Crotta, direttore generale Programmi e incentivi finanziari del Ministero dell’Ambiente e della Sicurezza Energetica (Mase).

“Nel Bacino Padano il tema delle emissioni antropiche in atmosfera non si risolve entro i confini regionali, ma necessita di un approccio su scala più larga e della collaborazione di tutti- ha sottolineato l’assessora Priolo-. Come Regioni del Bacino abbiamo lavorato insieme, approvato i Piani per la qualità dell’aria, messo in campo misure mirate, mentre il Governo ha adottato il Piano di azione nazionale. Il trend di miglioramento, nel caso dei principali inquinanti, c’è stato. Ora però c’è la nuova direttiva europea sulla qualità dell’aria, estremamente impegnativa, in fase di recepimento dall’Italia con decreto nazionale: un motivo ulteriore per siglare un nuovo accordo di Bacino, che ci aiuterà a realizzare una ‘Road map’, una tabella di marcia per il raggiungimento dei nuovi standard di qualità dell’aria. Le nuove tecnologie e la ricerca sono le leve che potrebbero sostenere questo processo, ma servono risorse. E invece- ha proseguito l’assessora- le risorse per l’ambiente vengono sempre tagliate. I fondi del Decreto direttoriale per la qualità dell’aria del Bacino Padano, con cui negli anni scorsi abbiamo finanziato varie misure, sono stati spostati dal triennio 2026-2028 a quello successivo. Chiediamo- ha concluso Priolo- che vengano quanto prima ripristinati i 50 milioni circa che erano previsti per quel triennio. Perché non investire nella qualità dell’aria significa esporsi a costi economici, sociali e sanitari molto più elevati di quelli necessari per intervenire oggi”.

“Il tema dell’ambiente e del clima è per sua natura un bene comune che non conosce confini- ha ricordato l’assessora Venturini-: per affrontarlo al meglio dobbiamo concentrarci su ciò che ci unisce, evitando divisioni o polemiche tra Regioni o tra istituzioni. Solo attraverso un leale e forte spirito di squadra possiamo dare risposte concrete ai cittadini. Come Regione Veneto stiamo lavorando in questa direzione con una programmazione seria e vicina alle persone, che unisce la tutela della salute all’equità sociale per non lasciare indietro nessuno. Dalla preparazione del nuovo bando auto con maggiorazioni basate sull’Isee al rafforzamento dei contributi per il riscaldamento domestico, fino al sostegno agli abbonamenti del trasporto pubblico e alla mobilità ciclabile, i nostri interventi puntano a sostituire le fonti più inquinanti rendendo la transizione accessibile a tutti. Insieme, con la collaborazione interregionale e istituzionale, possiamo costruire un percorso solido e duraturo per il futuro del Bacino Padano”.

“I dati confermano l’efficacia del grande sforzo che il sistema lombardo sta mettendo in campo per raggiungere traguardi sempre più ambiziosi sul fronte del miglioramento della qualità dell’aria- ha commentato l’assessore Maione-. Per poter consolidare e migliorare questi risultati occorre che il Governo ci ponga nelle condizioni operative ed economiche adeguate. Insieme ai colleghi delle Regioni del Bacino Padano chiediamo un’inversione di rotta sulle scelte relative alla ripartizione dei fondi nazionali e il pieno reintegro delle risorse necessarie a sostenere i nostri territori in questa transizione”.

Gli obiettivi della nuova direttiva europea
La direttiva si inserisce nel contesto del Green Deal europeo. L’obiettivo è ridurre progressivamente l’esposizione della popolazione agli inquinanti atmosferici, allineando gli standard europei alle più recenti raccomandazioni dell’Organizzazione mondiale della sanità (Oms). La normativa punta a una significativa diminuzione degli effetti sanitari dell’inquinamento entro il 2030 e a un miglioramento continuo della qualità dell’aria nei decenni successivi, per giungere a un ambiente privo di sostanze tossiche entro il 2050.

Il decreto euro 5 e le misure compensative. I progetti MoVe-In e Life IP prepAir
La Regione Emilia-Romagna, dopo un confronto con le altre Regioni del Bacino Padano, ha deciso di sospendere il blocco strutturale alla circolazione dei veicoli diesel euro 5. Come previsto dalla legge nazionale, la Giunta ha predisposto un pacchetto di misure alternative e compensative per assicurare una riduzione delle emissioni inquinanti addirittura superiore a quella quantificabile con il blocco, previsto dal 1^ ottobre scorso, dei veicoli diesel euro 5 nei comuni con popolazione superiore a 100.000 abitanti. Le misure introdotte sono il posticipo al 1^ novembre dell’accensione degli impianti di riscaldamento civile nelle aree di pianura e il rafforzamento, nelle fasi emergenziali per la qualità dell’aria, delle limitazioni all’utilizzo degli impianti domestici a biomassa, ampliando anche di un’ora l’orario di applicazione delle limitazioni emergenziali alla circolazione dei veicoli privati.

Una delle iniziative congiunte più recenti delle Regioni del Bacino Padano è il progetto MoVe-In (Monitoraggio dei Veicoli Inquinanti). Nato originariamente in Lombardia, si è esteso anche a Emilia-Romagna, Piemonte e Veneto tramite un accordo di collaborazione istituzionale. MoVe-In consiste in una diversa articolazione delle limitazioni strutturali alla circolazione in vigore per i veicoli più inquinanti, basata sull’effettivo utilizzo del mezzo, tramite la concessione a chi aderisce di una soglia chilometrica annuale e di chilometri aggiuntivi, se si adotta uno stile di guida virtuoso (ecodriving). Attraverso l’installazione di una scatola nera (black-box) vengono monitorati in tempo reale i chilometri percorsi dal mezzo sul territorio del bacino, assicurando in ogni caso un bilancio emissivo favorevole alla riduzione degli inquinanti.

Sempre a livello di Bacino Padano va ricordato LIFE IP PrepAir, uno dei principali progetti europei di riferimento per la qualità dell’aria che si è concluso a settembre 2025, sebbene alcune attività congiunte siano tuttora in corso. Il progetto puntava a implementare su area vasta misure complementari a quelle previste negli accordi di Bacino e nei Piani di qualità dell’aria, nei settori che registrano più emissioni (agricoltura, riscaldamento domestico, trasporti). Nell’ambito del progetto è stata anche sviluppata una piattaforma permanente per la condivisione dei dati delle emissioni e della qualità dell’aria, di valutazioni modellistiche congiunte di scenari di area vasta, oltre a campagne di comunicazione specifiche sulla qualità dell’aria e sull’impatto dei settori interessati.

Chiara Vergano

Ultimo aggiornamento: 04-11-2026, 13:31