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Bologna - A poco più di trent’anni dalla dissoluzione della Jugoslavia e da quel violentissimo conflitto che aprì una profonda ferita nel continente europeo, nei Balcani occidentali le tensioni continuano a riaffiorare e a far sentire il proprio peso nei delicati intrecci politici dell’area. Nonostante la criticità e la complessità del contesto, esistono anche esperienze significative di ricostruzione sociale. Ed è proprio in questa cornice che si colloca il bando, approvato dalla Giunta regionale, per presentare proposte progettuali per la realizzazione di un intervento straordinario di cooperazione internazionale nei territori della Bosnia Erzegovina e del Kosovo. A disposizione 140mila euro di risorse regionali (legge 12 del 2002), che finanzieranno il 50% dell’intervento.
L’obiettivo generale è il rafforzamento dei partenariati e delle relazioni tra gli enti territoriali e le organizzazioni della società civile in Emilia-Romagna e in Bosnia-Erzegovina e Kosovo. L’obiettivo specifico, invece, è lo sviluppo di un programma di supporto, formazione e rafforzamento delle competenze degli operatori pubblici, per favorire alleanze territoriali che promuovano “ecosistemi” in grado di favorire la partecipazione attiva dei giovani e l’individuazione di aree di lavoro comune. Tutto questo vuole essere un punto di partenza per progettazioni più ampie, in grado di definire patti di collaborazione tra gli enti coinvolti.
“La Regione Emilia-Romagna ha una lunga esperienza di cooperazione internazionale, anche nei territori aldilà dell’Adriatico, prima e soprattutto dopo il conflitto- ha ricordato il presidente, Michele de Pascale-. Gli accordi di pace di Dayton, che sulla carta hanno messo fine alla guerra, non hanno risolto le tensioni politiche: oggi i Balcani restano una regione di cruciale importanza a livello geopolitico, caratterizzata da una pace fragile e incompleta, con un forte divario tra tensioni locali e il percorso di integrazione europea. Esistono però- prosegue il presidente- anche significative esperienze di ricostruzione sociale: in diverse aree gruppi di donne hanno dato vita a cooperative agricole e progetti di economia locale, l’obiettivo è ricostruire relazioni e fiducia reciproca. In un territorio segnato da emigrazione e difficoltà economiche, queste reti rappresentano uno dei pochi spazi di dialogo concreto: ed è qui che noi, come Regione- conclude de Pascale- vogliamo inserirci, per contribuire a una ricostruzione reale, a livello sociale ed economico”.
Il bando
Per le proposte progettuali saranno considerate prioritarie le study visit (visite studio) e i workshop per favorire lo scambio di buone pratiche; le azioni di capacity building per funzionari pubblici (percorsi di formazione, accompagnamento e sviluppo delle competenze rivolti agli operatori pubblici degli enti partner coinvolti), la creazione di tavoli di concertazione multistakeholder all’interno del territorio di riferimento per identificare percorsi di sviluppo innovativi e la definizione di Patti di collaborazione tra i territori coinvolti. Per la realizzazione dell’intervento strategico sono a disposizione 140mila euro di risorse regionali, che devono costituire al massimo il 50% del costo totale. La restante parte dovrà essere messa a disposizione dai capofila/partner di progetto. Possono partecipare al bando enti locali, organizzazioni della società civile (Osc), enti del terzo settore (Ets), cooperative sociali. Il partenariato deve comprendere un soggetto proponente e almeno un soggetto co-proponente; uno dei due deve essere un ente locale dell’Emilia-Romagna. La scadenza per la presentazione dei progetti è venerdì 6 novembre alle ore 16, secondo le modalità indicate online (https://politicheterritoriali.regione.emilia-romagna.it/leggi-atti-bandi/bandi/cooperazione-internazionale/avviso-per-progetto-strategico-di-cooperazione-in-bosnia-erzegovina-e-kosovo).
Chiara Vergano
Ultimo aggiornamento: 31-10-2026, 11:02
