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Bologna - È la musica a tenere stretti i fili della storia millenaria dell’Abbazia di Pomposa a Codigoro, nel Ferrarese. Riconosciuta come faro culturale e spirituale dell’Europa medievale, a partire dall’anno della consacrazione nel 1026, tra le pareti dell’Abbazia prese forma la grammatica che rese la musica un linguaggio universale anche scritto. È stata l’opera del monaco Guido d’Arezzo, durante i suoi anni di vita e insegnamento a Pomposa, a fare di questo luogo un punto di riferimento imprescindibile nella storia della musica.
Nel 2026 ricorrono le celebrazioni del primo millennio dell’Abbazia e non poteva che essere l’arte musicale a segnarne i festeggiamenti. Tra i momenti più attesi, il concerto di Nina Zilli accompagnata dalla Martini Big Band del Conservatorio di Bologna, in programma domenica 21 giugno, data simbolica in cui ricorre la Festa internazionale della musica. L’evento è promosso dal Comune di Codigoro, sostenuto dalla Regione Emilia‑Romagna e dal ministero della Cultura. L’ingresso è gratuito.
Questo viaggio nel passato e le iniziative per celebrarlo sono stati illustrati oggi in conferenza stampa in Regione, a Bologna, dall’assessora alla Cultura, Gessica Allegni, e dalla sindaca di Codigoro, Alice Zanardi, con il direttore artistico della rassegna ‘Sonate al chiaro di luna’ e organizzatore della serata, Giorgio Borgatti, e il direttore della Martini Big Band, Michele Corcella.
“Un luogo dall’immenso valore storico, artistico e spirituale, fortemente innovatore nella musica. E proprio con la musica lo vogliamo celebrare- sottolinea Allegni-. L’Abbazia di Pomposa è un simbolo dell’identità culturale della nostra regione e un esempio straordinario di come il patrimonio possa continuare a parlare al presente. Qui la musica diventa un ponte naturale tra passato e futuro, capace di unire comunità e territori nel segno della bellezza e della condivisione. Siamo felici di accogliere per questa serata simbolica di celebrazioni un’artista raffinata come Nina Zilli e la meravigliosa band del Conservatorio di Bologna, che mette insieme musiciste e musicisti di talento”.
“Per noi questo concerto rappresenta uno degli appuntamenti più significativi all’interno delle celebrazioni per il Millenario della consacrazione dell’Abbazia di Pomposa- dichiara Zanardi-. Tutte le iniziative che abbiamo promosso in questo anno speciale hanno avuto come filo conduttore il valore della pace, un tema che oggi più che mai sentiamo urgente e necessario. In questo contesto, la musica assume un ruolo straordinario: è un linguaggio universale, capace di superare confini, differenze e distanze, e di parlare direttamente alle persone. Proprio attraverso la musica, valori profondi come la pace, la fraternità e la condivisione possono trasformarsi in emozioni vive, capaci di unire il pubblico in un’esperienza comune e autentica. È questo lo spirito con cui abbiamo voluto inserire questo concerto nel programma del Millenario: non solo come momento culturale, ma come occasione per sentirci parte di una stessa comunità, nel segno dell’armonia e della speranza”.
Il legame tra l’Abbazia di Pomposa e la musica
Tutto risale ai primi anni del primo millennio, quando Guido Monaco, noto anche come Guido d’Arezzo, a Pomposa, cominciò a studiare un metodo più rapido ed efficace per insegnare il canto gregoriano che i monaci erano abituati a imparare a memoria per lunghissimi repertori. Ideò un sistema di notazione musicale su quattro linee, il tetragramma, precursore del pentagramma contemporaneo. E inventò la solmisazione, cioè il sistema delle sillabe ut–re–mi–fa–sol–la, la creazione dei nomi delle note ricavati dalle sillabe iniziali dell’Inno a San Giovanni, per facilitare l’apprendimento delle altezze musicali. Fu grazie alla sua innovativa grammatica che la musica si diffuse nel mondo anche come linguaggio universale scritto. Un’intuizione rivoluzionaria che affonda le radici proprio nelle stanze dell’Abbazia di Pomposa. Si tratta di un passaggio storico caratterizzante, che merita di essere ricordato e valorizzato a distanza di dieci secoli.
Il concerto
La musica batte nel cuore dell’Abbazia, mille anni fa come oggi. Così, domenica 21 giugno alle ore 21, giornata del solstizio d’estate riconosciuta come Festa internazionale della musica, nei suoi suggestivi spazi risuonerà la voce di Nini Zilli: l’artista, conosciuta dal grande pubblico per il suo repertorio che fonde soul, pop, rhythm and blues e tradizione melodica italiana, inaugura la rassegna ‘Sonate al Chiaro di Luna’. Con lei sul palco ci sarà la Martini Big Band del Conservatorio ‘Giovan Battista Martini’ di Bologna, una formazione di primissimo piano diretta dal maestro Michele Corcella. La band, composta da studenti, studentesse e docenti del Dipartimento jazz del Conservatorio, è nota per la quantità e la qualità delle sue produzioni originali, fra cui omaggi a Billy Strayhorn e Duke Ellington. In questa occasione, la Big Band affiancherà Nina Zilli con arrangiamenti inediti che valorizzano la potenza vocale dell’artista e la creatività orchestrale di Corcella. La direzione artistica della serata è di Giorgio Borgatti e Alessandro Vanzini, (Theremin Srl Impresa Sociale), ente gestore della Civica Scuola di Musica di Comacchio e della Casa delle Arti.
Micaela Romagnoli
In cartella stampa, foto dell’Abbazia e della conferenza stampa
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Ultimo aggiornamento: 12-06-2026, 12:00
