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Bologna – Come rafforzare la fiducia tra cittadine, cittadini e istituzioni? Come ascoltare meglio le comunità e fare in modo che le persone possano incidere realmente sulle decisioni pubbliche? E come utilizzare le risposte per ripensare gli strumenti della partecipazione e costruire politiche più vicine ai bisogni dei territori?
Sono le domande al centro delle Giornate della Partecipazione della Regione Emilia-Romagna, che tornano a Bologna l'11 e 12 novembre con una nuova edizione dal titolo “La partecipazione prossima”. Dopo il primo appuntamento dello scorso 29 gennaio, l'iniziativa raddoppia con due giornate di incontri, approfondimenti e laboratori dedicati al futuro della democrazia di prossimità, al dialogo tra istituzioni e comunità e alle nuove forme di coinvolgimento nelle scelte pubbliche.
Al centro dell'edizione 2026 la presentazione del Barometro sulla fiducia tra comunità e istituzioni di prossimità, uno strumento permanente di ricerca che amplia le attività dell'Osservatorio regionale sulla partecipazione. Attraverso indagini periodiche, analisi e momenti di confronto con cittadine, cittadini, amministratori e associazioni, il Barometro consentirà di monitorare nel tempo la qualità del rapporto tra persone e istituzioni, comprendere quali fattori alimentano la fiducia e quali contribuiscono ad aumentare la distanza. Un lavoro che servirà anche a orientare le politiche regionali, individuare nuove forme di coinvolgimento e mettere a disposizione degli enti locali strumenti concreti per migliorare il dialogo con le comunità, a partire dai risultati della prima indagine condotta a livello nazionale.
Il programma delle Giornate è stato presentati oggi in conferenza stampa dal presidente della Regione Emilia-Romagna, Michele de Pascale, e dal presidente dell'Assemblea legislativa, Maurizio Fabbri. Presenti anche il coordinatore dei processi partecipativi regionali, Michele d'Alena, la direttrice generale Strategie territoriali ed europee, programmazione, innovazione e organizzazione della Regione, Manuela Lucia Mei, e il professore ordinario di Sociologia della comunicazione e dei media digitali all’Università di Urbino Carlo Bo, Giovanni Boccia Artieri.
“La qualità della nostra democrazia dipende anche dalla capacità delle istituzioni di ascoltare le persone, confrontarsi con loro e coinvolgerle nelle scelte che riguardano la vita delle comunità- afferma il presidente de Pascale-. In Emilia-Romagna abbiamo una lunga tradizione di partecipazione civica, associazionismo e collaborazione tra istituzioni e comunità, una risorsa preziosa su cui vogliamo continuare a investire. Ma per rafforzare questo patrimonio dobbiamo anche essere capaci di interrogarci su ciò che funziona, sulle distanze che ancora esistono e su come rendere più efficace il rapporto tra cittadini e istituzioni. Il Barometro nasce proprio con questa ambizione: darci strumenti di conoscenza per ripensare il nostro modo di ascoltare, coinvolgere e decidere, partendo da ciò che le persone ci dicono. I risultati della prima indagine nazionale ci consegnano un messaggio chiaro: molte persone sentono di avere poche possibilità di incidere sulle decisioni pubbliche e chiedono alle istituzioni maggiore ascolto, trasparenza e risposte concrete. È una domanda che vogliamo raccogliere e trasformare in un impegno politico e amministrativo. Le Giornate della Partecipazione saranno un'occasione importante per confrontarci, raccogliere idee e proposte e avviare un percorso condiviso che contribuirà anche alla costruzione della nuova legge regionale. Vogliamo che la partecipazione diventi sempre più parte del modo in cui si costruiscono le politiche pubbliche, dalla definizione delle priorità alla ricerca delle soluzioni. Perché la fiducia si alimenta attraverso il confronto, la collaborazione e la capacità di trasformare l'ascolto in scelte concrete”.
“In questi primi due anni di mandato- dichiara il presidente Fabbri- ho più volte ribadito che se l’Assemblea legislativa vuole davvero configurarsi come la casa di tutte e tutti gli emiliano-romagnoli, deve impegnarsi sempre di più nell’ascolto. È dall’ascolto delle esigenze, dei problemi, delle idee dei cittadini che i consiglieri partono per elaborare delle proposte. L’ascolto è il primo passo che conduce al coinvolgimento e quindi alla partecipazione. Accanto ai canali istituzionali già presenti, ci siamo mossi in tre direzioni: ascoltare i più giovani, ascoltare i fragili, ascoltare i territori. Agli studenti apriamo le porte dell’Assemblea tutte le volte che possiamo, per avvicinarli alla politica intesa come governo del bene comune. L'iniziativa Porte Aperte in Assemblea ha coinvolto lo scorso anno scolastico 866 partecipanti in 22 appuntamenti. Proiezioni, spettacoli, dibattiti: se si dà voce ai ragazzi e alle ragazze, dimostrano il loro effettivo valore. Complessivamente con il progetto "Concittadini" abbiamo gestito 126 iniziative che hanno coinvolto oltre 19mila adulti e 75mila ragazze e ragazzi. Con i Viaggi della Memoria abbiamo finanziato le esperienze formative di 26 scuole, 4 comuni, 2 enti del terzo settore, per un totale di circa 2.500 studenti coinvolti. Alle persone più fragili abbiamo dedicato il progetto ‘Pietre che affiorano’, dedicato alla memoria del professor Canevaro, un cammino plurale che coinvolge le realtà impegnate nel sostegno delle persone con disabilità. Ai territori contiamo di avvicinarci non solo attraverso le iniziative formative e informative dedicate agli amministratori locali, ma anche muovendoci nelle aree periferiche, come già facciamo talvolta con le commissioni e come faremo sempre di più in futuro”.
Il Barometro: la fiducia e la possibilità di incidere sulle decisioni
Il 62% degli italiani ritiene di non poter influenzare realmente le decisioni pubbliche, mentre il 61% si dichiara poco o per nulla soddisfatto del funzionamento della democrazia nel Paese. Sono alcuni dei risultati della prima indagine del Barometro sulla fiducia tra comunità e istituzioni di prossimità, il nuovo strumento permanente di ricerca che rafforza e amplia le attività dell'Osservatorio regionale sulla partecipazione. Attraverso un ciclo annuale di rilevazioni, il Barometro consentirà di analizzare l'evoluzione del rapporto tra cittadini e istituzioni, individuare i fattori che alimentano fiducia o distanza e utilizzare i risultati per orientare le politiche regionali e a offrire agli enti locali strumenti utili per migliorare il dialogo con le comunità.
La prima indagine, realizzata tra il 29 luglio e il 7 agosto 2026 e condotta su scala nazionale, su un campione di 1.005 persone maggiorenni, fotografa il rapporto delle persone con le istituzioni dei territori in cui vivono, mettendo a confronto conoscenza delle competenze e percezione di vicinanza dei diversi livelli amministrativi. Tra le priorità indicate da cittadine e cittadini per rafforzare la fiducia nelle istituzioni locali: la qualità dei servizi (47%), la trasparenza nella gestione delle risorse pubbliche (42%), un maggiore ascolto prima di assumere decisioni (41%) e il rispetto degli impegni presi (38%). Il Comune è l’istituzione di cui le persone si dichiarano più informate: il 58% conosce molto o abbastanza le sue attività e competenze, mentre la percentuale è del 41% per la Regione.
La ricerca approfondisce anche il ruolo dell’informazione digitale e il clima del confronto pubblico: il 54% degli intervistati indica i social network come principale fonte di informazione sull’attività delle istituzioni locali; il 56% ha saputo di attacchi personali, insulti o minacce online rivolti ad amministratrici e amministratori locali nell’ultimo anno.
Coordinato scientificamente da Giovanni Boccia Artieri, professore ordinario di Sociologia della comunicazione e dei media digitali all’Università di Urbino Carlo Bo, il Barometro integrerà rilevazioni periodiche, questionari rivolti ad amministratori locali, focus group con associazioni e rappresentanti dei territori e interviste a esperti. L’obiettivo è seguire nel tempo l’evoluzione della fiducia e mettere i risultati a disposizione delle politiche pubbliche.
Le Giornate della Partecipazione
Le Giornate prenderanno il via mercoledì 11 novembre al Dama Tecnopolo Data Manifattura di Bologna, in via Stalingrado 84/3, mettendo al centro le nuove prospettive della partecipazione, il rapporto tra cittadine, cittadini e istituzioni e la presentazione del Barometro, con il coordinatore scientifico Giovanni Boccia Artieri. Tra gli ospiti internazionali Beth Noveck, già alla Casa Bianca durante l'amministrazione Obama, che interverrà in videocollegamento sul rapporto tra innovazione tecnologica, intelligenza artificiale e democrazia.
Nel pomeriggio spazio a “Isole in viaggio. Verso la partecipazione prossima”, con 16 tavoli tematici, circa 200 partecipanti previsti e otto facilitatori, e a una performance teatrale collettiva del Teatro delle Albe di Ravenna.
Giovedì 12 novembre, nella sala polivalente Guido Fanti della Regione, in viale Aldo Moro 50, il confronto riprenderà dalle proposte emerse nei tavoli, per approfondire i temi dell'amministrazione condivisa, dell'economia sociale e della collaborazione tra istituzioni e comunità, con rappresentanti del mondo associativo, esperti e amministratori di diverse Regioni italiane. Tra gli ospiti Mia Diop, vicepresidente della Regione Toscana. A concludere i lavori, il presidente della Regione Emilia-Romagna, Michele de Pascale.
Verso una nuova legge regionale sulla partecipazione
Le Giornate rappresentano anche una delle prime occasioni di confronto sul percorso che la Regione intende avviare per rinnovare le proprie politiche sulla partecipazione, valorizzando l’esperienza maturata e coinvolgendo amministrazioni locali, associazioni, territori e realtà impegnate nei processi partecipativi.
I risultati del Barometro e i contributi raccolti durante i tavoli di lavoro e le due giornate confluiranno nel cantiere della nuova legge regionale sulla partecipazione, per contribuire a rendere gli strumenti di coinvolgimento sempre più accessibili ed efficaci.
Annalisa Dall’Oca
In cartella stampa le immagini della presentazione
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Ultimo aggiornamento: 02-11-2026, 12:36
