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Bologna – “I numeri presentati dalla Corte dei conti nell’audizione sul Documento programmatico di Finanza pubblica fotografano in modo inequivocabile e oggettivo una situazione di grave sofferenza per la sanità pubblica italiana, confermando le preoccupazioni che come Regioni sosteniamo da tempo”.

Così il presidente della Regione Emilia-Romagna, Michele de Pascale, commenta le rilevazioni della magistratura contabile sull’andamento della finanza pubblica e del settore sanitario.

L’analisi della Corte indica come, a legislazione vigente, la spesa sanitaria pubblica sia destinata a contrarsi in rapporto al Pil: dopo essere arrivata al 6,4% nel 2026, si attesterà infatti al 6,3% per tutto il triennio successivo. Ancora più evidente è la flessione del finanziamento del fabbisogno sanitario nazionale, che passerà dal 6,14% del Pil nel 2026 a un 5,78% nel 2029.

“Questa costante riduzione della quota di ricchezza nazionale destinata alla tutela della salute- sottolinea il presidente- mina alla base la sostenibilità del Servizio sanitario nazionale e la capacità di rispondere ai bisogni di cura delle cittadine e dei cittadini. A fronte di risorse pubbliche decrescenti, l’aumento dei costi generali e le dinamiche inflattive continuano a scaricarsi direttamente sulle Amministrazioni regionali. Nel 2025 il disavanzo complessivo dei sistemi sanitari regionali ha raggiunto i 2,3 miliardi di euro, registrando un incremento di oltre il 50% in un solo anno rispetto agli 1,5 miliardi del 2024. È la prova evidente che non ci troviamo di fronte solo a specifiche inefficienze locali, ma a uno squilibrio di natura strutturale del sistema”.

“I dati della Corte dei Conti non lasciano spazio a interpretazioni politiche- conclude de Pascale-: testimoniano la necessità urgente di garantire risorse adeguate, stabili e parametrate ai reali costi dell’assistenza e dell’innovazione terapeutica. Chiediamo al Governo un confronto immediato per invertire questa tendenza, rimettere al centro della programmazione finanziaria la sanità pubblica e assicurare la tenuta dei servizi universalistici su tutto il territorio nazionale”.

Red

Ultimo aggiornamento: 13-10-2026, 12:13