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Bologna - Un nuovo portale dedicato alle cefalee primarie, con informazioni preziose per pazienti e professionisti. E un innovativo modello di presa in carico, sviluppato in modo capillare su tutto il territorio regionale: un percorso che accompagna il paziente fin dal primo contatto con il medico di medicina generale, garantendo un accesso strutturato ai diversi livelli di assistenza e, quando necessario, alle terapie più innovative e avanzate oggi disponibili, assicurando continuità di cura, appropriatezza prescrittiva ed equità di accesso.

Sono gli strumenti messi in campo per l’assistenza alle persone affette da Cefalea primaria cronica dalla Regione Emilia-Romagna, che ha definito l’organizzazione dell’assistenza integrata alle persone con cefalea già nel 2013 (DGR n.178/2013) e che oggi viene rafforzata grazie a un ulteriore finanziamento biennale di 841mila euro concesso dal ministero della Salute a seguito del riconoscimento di questa patologia come “malattia sociale”. A esporli, in conferenza stampa oggi in viale Aldo Moro a Bologna, l’assessore alle Politiche per la salute, Massimo Fabi, insieme ad Alessandra Sorrentino, presidente dell’Alleanza cefalalgici. Presenti le responsabili di tre dei quattro centri territoriali di riferimento: Simona Guerzoni, direttrice del Centro Cefalee Aou di Modena, Sabina Cevoli, responsabile Programma Cefalee ed Algie facciali Irccs Istituto delle Scienze Neurologiche di Bologna, e Maria Grazia Piscaglia, direttrice dell’Unità operativa della Neurologia di Ravenna.

La Regione aveva approvato già a dicembre 2023 il progetto ‘Innova-Er-Cef’. Un approccio innovativo che ha visto il coinvolgimento attivo delle Aziende sanitarie, del territorio e delle associazioni pazienti Alleanza Cefalalgici. Il progetto prevede la sperimentazione di metodi innovativi di presa in carico, il potenziamento della telemedicina, l’implementazione di nuovi Percorsi diagnostici terapeutici assistenziali, la formazione a distanza e la realizzazione di un portale dedicato: ‘Emicare’, raggiungibile al sito www.emicare.it.

‘Emicare’ rappresenterà il punto di riferimento in Emilia-Romagna per la gestione e il trattamento delle cefalee primarie, offrendo risorse specifiche sia per i pazienti che per i professionisti sanitari. Il sito include, infatti, una mappatura dettagliata dei centri cefalee sul territorio, documenti clinici, linee guida e aggiornamenti sul progetto. Il sito, come l’intero progetto, è nato da un processo collaborativo che ha coinvolto attivamente le persone che convivono con l’emicrania o altre forme di cefalea: non a caso il nome ‘Emicare’ unisce il riferimento all’emicrania con il concetto inglese di “care”, che va ben oltre la semplice cura medica. Questo termine abbraccia dimensioni di attenzione, assistenza e presa in carico globale della persona.

“Per troppo tempo, purtroppo, il mal di testa cronico è stato sottovalutato o considerato un disturbo minore, mentre per molte persone significa convivere quotidianamente con dolore, limitazioni e isolamento- sottolinea Fabi-. Le cefalee, infatti, hanno un impatto significativo sulla qualità della vita di chi ne soffre e, di riflesso, sulla nostra società e per questo la Regione Emilia-Romagna ha voluto potenziare il percorso di presa in carico, con nuovi strumenti e maggiori competenze partendo dal contributo delle associazioni dei pazienti, un coinvolgimento che non è stato solo simbolico, ma che riflette il nostro impegno a mantenere la persona al centro di ogni intervento assistenziale. Oggi- prosegue l’assessore- la gestione della cefalea non può essere affidata esclusivamente all’emergenza o alla risposta episodica, ma si inserisce in una rete strutturata che mette al centro la persona e favorisce la collaborazione tra medicina territoriale, specialisti e strutture ospedaliere”.

“Convivere con l'emicrania significa vivere con una malattia neurologica invalidante che, quando non viene gestita e trattata correttamente, ruba tempo e qualità di vita- aggiunge Sorrentino-. L'emicrania, infatti, non è soltanto un banale mal di testa come spesso viene percepita da chi non conosce la malattia. È una patologia complessa e comorbida che grava profondamente su ogni aspetto della vita di chi ne soffre e per questo necessita di diagnosi e trattamento tempestivo, con un approccio multidisciplinare che consideri la persona nella sua interezza e che integri terapie farmacologiche e strategie non farmacologiche. Fondamentale è una rete di assistenza che parte dal medico di assistenza primaria, coinvolge i neurologi del territorio e supporta i centri specialistici ospedalieri nella gestione dei pazienti, con attenzione sia alle forme episodiche in un'ottica di prevenzione, sia alle forme croniche nell'ottica di ridurre il prima possibile il burden della patologia sulle persone e sul sistema sociale e sanitario”.

La cefalea primaria cronica nel 2020 è stata riconosciuta come malattia sociale (Legge 81/2020) per l’elevata prevalenza nella popolazione e della disabilità che causa nelle persone che ne soffrono. Secondo diversi studi condotti in Emilia-Romagna, il 4% della popolazione soffre di cefalea cronica, mentre il 69% (quasi 7 emiliano-romagnoli su 10) ha sofferto di cefalea almeno una volta nella vita. L’età media di esordio è di 26 anni (25 per le donne, 28 per gli uomini), mentre tra il 25 e il 34% delle persone eccede nell’utilizzo di farmaci analgesici. Le persone prese in carico a pieno titolo dai centri di terzo livello in Emilia-Romagna sono oltre 10mila, un numero in costante aumento con una connotazione anche di genere, dato che le donne sono colpite tre volte più degli uomini.

Il percorso Cefalea in Emilia-Romagna

È articolato in tre livelli. Il primo contatto avviene con il proprio medico di medicina generale, che gestisce autonomamente i pazienti affetti da cefalea primaria dal punto di vista terapeutico secondo le indicazioni delle linee guida condivise. Un passaggio che permette di trattare con successo il 90% dei cefalalgici. In caso di maggiori complicazioni o dubbio diagnostico, il medico di medicina generale si avvale della consulenza neurologica territoriale o di uno specialista in cefalee.

Per i casi di maggiore gravità, infatti, sono presenti in ogni provincia centri di secondo livello che permettono un accesso alle terapie più avanzate e sono le UO di Neurologie di: Ausl PC, AOU Parma, Ausl Parma - Ospedale di Fidenza, IRCCS Ausl RE, Ausl Modena – Carpi, IRCCS-Istituto delle Scienze Neurologiche di Bologna, Ausl e AOU Ferrara, Ausl Romagna (sedi di Ravenna, Cesena-Forlì e Rimini). Presso la AOU di Modena – Policlinico la gestione è a carico del Centro Cefalee ed Abuso di Farmaci - Laboratorio di Farmacologia Clinica e Farmacogenomica.

Infine, è presente un terzo livello in ambito ospedaliero per programmi di ulteriori specializzazione che coprono il territorio con questa suddivisione: l’Area Vasta Nord tramite il Centro Cefalee del Dipartimento di Medicina generale e specialistica dell’Azienda Ospedaliero-Universitaria di Parma (per Area di Parma e Piacenza); la Struttura Semplice Dipartimentale di Medicina digitale e predittiva, farmacologia e tossicologia clinica e metabolica Centro cefalee e abuso di farmaci-Laboratorio di farmacologia clinica e farmacogenomica per l’area di Modena e Reggio-Emilia; l’area Vasta Centro tramite il Programma cefalee e algie facciali dell’Uoc NeuroMet all’Irccs Istituto delle Scienze Neurologiche di Bologna (per l’area di Bologna, Imola e Ferrara); l’Area Vasta Romagna tramite il Centro cefalee dell’Uo Neurologia dell’Ospedale di Ravenna (per l’area di Ravenna, Forlì-Cesena e Rimini).

Il medico del terzo livello, in caso di cefalea primaria cronica e farmaco resistente, mette in contatto il paziente con il Centro di riferimento regionale per la neurochirurgia funzionale, che ha sede all’Irccs delle Scienze neurologiche di Bologna dell’Ospedale Bellaria o al Centro della terapia del dolore di riferimento.

In caso di cefalea cronica con grave iperuso/abuso farmacologico invia la persona con cefalea alla struttura di riferimento regionale per la disassuefazione in regime di DO/DH presso la UO Medicina Digitale e Predittiva, Farmacologia e Tossicologia Clinica e Metabolica. Centro Cefalee ed Abuso di Farmaci - Laboratorio di Farmacologia Clinica e Farmacogenomica della Azienda Ospedaliero-Universitaria di Modena.

Red

In allegato:

  • scheda di approfondimento sull'attività dei 4 centri di terzo livello in Emilia-Romagna
  • foto della conferenza stampa: da sinistra a destra Piscaglia, Cevoli, Fabi, Guerzoni e Sorrentino

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Ultimo aggiornamento: 15-06-2026, 10:41