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Bologna - “Riesci a immaginare una scuola aperta, più vicina alle famiglie e ai bambini?”

È da questa domanda che la Regione Emilia-Romagna riparte per costruire il futuro di Settembre Insieme, la sperimentazione unica in Italia voluta da viale Aldo Moro per offrire alle bambine e ai bambini delle primarie - dal 31 agosto fino all’inizio delle lezioni - attività extrascolastiche (educative, sportive, culturali, ricreative e di socializzazione).

Attraverso un questionario già online sulla piattaforma regionale Decidiamo ER, all’indirizzo https://partecipazioni.emr.it/?locale=it, famiglie e cittadini potranno raccontare bisogni, aspettative e priorità e contribuire a decidere come dovrà essere l’esperienza di Settembre Insieme nella sua nuova dimensione regionale.

Dal successo della sperimentazione di settembre, che nei quindici giorni precedenti l’avvio dell’anno scolastico ha coinvolto in attività educative ed extrascolastiche gratuite oltre 8.000 bambine e bambini della scuola primaria di 42 Comuni, a un modello pensato per tutti e costruito insieme a chi quel futuro lo vivrà.

Fino al 31 ottobre, rispondendo a domande semplici e accessibili poste nel questionario digitale, le famiglie potranno indicare aspettative, bisogni ed eventuali criticità, contribuendo così a costruire un percorso capace di rispondere alle diverse esigenze dei territori e di rafforzare la vocazione educativa. Al via nei prossimi giorni anche la campagna social della Regione.

“Abbiamo sempre concepito l’esperienza di Settembre Insieme non soltanto come sostegno alle famiglie nelle settimane che precedono l’inizio della scuola, ma anche come grande opportunità educativa e inclusiva capace di rafforzare il rapporto tra scuola, territorio e comunità- sottolineano il presidente della Regione, Michele de Pascale, e l’assessora regionale alla Scuola e Welfare, Isabella Conti-. L’esperienza sul campo ci ha permesso di verificare la validità dell’idea e la corrispondenza con le esigenze delle famiglie. Ora con questo questionario non intendiamo semplicemente chiedere alle persone se la sperimentazione è piaciuta, stiamo chiedendo loro di fornirci indicazioni su come progettare al meglio ciò che verrà. Vogliamo capire cosa ha funzionato, cosa può essere migliorato e come costruire una proposta sempre più efficace, stabile e vicina ai bisogni di bambine, bambini, famiglie e territori”.

“L’ascolto- proseguono de Pascale e Conti- non è una fase accessoria, ma il metodo con cui vogliamo coinvolgere non solo le famiglie, ma tutti i soggetti della comunità educante nel solco della migliore tradizione partecipativa dell’Emilia-Romagna che considera le politiche più efficaci quelle costruite insieme alle comunità che le vivono”.

Non si tratta quindi di una semplice raccolta di opinioni, ma della prima fase di un processo partecipativo strutturato che prevede altre tappe che mettono allo stesso tavolo famiglie, scuole, Comuni, Terzo settore e territori.

A novembre saranno infatti realizzati tre focus group dedicati a rappresentanti di scuole, Comuni, Terzo settore e territori, attraverso un confronto concordato con Ufficio scolastico regionale, Forum del Terzo settore e Anci Emilia-Romagna. Sono inoltre previsti tavoli di confronto con Anci e Organizzazioni sindacali.

Il percorso si concluderà con una assemblea deliberativa composta da 100 rappresentanti degli stakeholder, chiamata a condividere traiettorie e indirizzi a partire dagli esiti del questionario, dei focus group e dei tavoli di confronto. I risultati contribuiranno alle decisioni sul modello di Settembre Insieme per il 2027.

Rita Costi

In allegato: l’immagine della campagna social

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Ultimo aggiornamento: 09-10-2026, 11:49