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Bologna – Cinquantasei concerti e un’anteprima speciale in 4 province e oltre 600 artisti coinvolti, tra grandi interpreti, giovani talenti, orchestre sinfoniche e formazioni cameristiche. Torna dal 1^ luglio al 12 settembre l’Emilia-Romagna Festival, la rassegna musicale, sostenuta anche dalla Regione Emilia-Romagna tra i progetti di spettacolo dal vivo, che da 26 anni porta nei nostri territori le eccellenze musicali, dalla classica a quella contemporanea.

“Classico è contemporaneo” è il tema di quest’edizione dell’itinerario musicale che attraverserà rocche, abbazie, chiostri e giardini storici dell’Emilia-Romagna: musica e patrimonio artistico in un connubio ormai consolidato per una delle rassegne più longeve.

La presentazione della nuova stagione di concerti questa mattina in Regione, a Bologna, alla presenza dell’assessora regionale alla Cultura, Gessica Allegni, e del direttore artistico di Emilia-Romagna Festival, Massimo Mercelli.

Insieme a loro, Alice Zanardi, sindaca del Comune di Codigoro, Vincenzo Bongiorno, vicesindaco e assessore alla Cultura del Comune di Forlì, e collegati da remoto, Otello Cenci, presidente Confcooperative Cultura Turismo Sport Emilia-Romagna, Claudio Franceschi, sindaco del Comune di Castel Guelfo, Gianmarco Rossato, assessore alla Cultura del Comune di Lugo, Daniela Pini, assessora alla Cultura del Comune di Bagnara di Romagna, Stefano Iseppi, ad Terme di Castel San Pietro e presidente Terme di Cervia, Gianluigi Giacomoni, responsabile Academy Fondazione Toscanini.

“L’Emilia-Romagna Festival - sottolinea l’assessora alla Cultura, Gessica Allegni- è ormai una certezza nel ricco palinsesto dei festival della nostra regione. Da ventisei anni porta la musica, in tutte le sue espressioni, nelle nostre comunità parlando a un pubblico sempre più vasto. In questo lungo viaggio musicale sono coinvolti i Comuni e altre istituzioni del territorio che sostengono un progetto culturale di ampio respiro a conferma che sostenere la cultura è un fattore strategico per i territori. Il Festival, inoltre, propone spazi suggestivi, confermando il legame tra musica e patrimonio storico, artistico e paesaggistico”.

"Il programma di Emilia Romagna Festival 2026 – dichiara il direttore artistico, Massimo Mercelli – conferma una visione che da oltre venticinque anni guida il nostro percorso: un festival profondamente radicato nel territorio e costruito come una rete culturale unica in Italia, capace di unire circa venti città della regione in un dialogo costante con il panorama nazionale e internazionale, grazie a collaborazioni consolidate e a una progettualità che si rinnova a ogni edizione. Anche quest’anno abbiamo scelto di puntare su un cartellone di altissimo profilo, che affianca grandi interpreti e talenti emergenti, prime assolute e nuove produzioni, nel segno di quella tensione continua tra tradizione e innovazione che definisce l’identità del Festival”.

L’edizione 2026

Dalla musica barocca al jazz contemporaneo, dal tango argentino alla tradizione celtica, dalle grandi colonne sonore alle prime esecuzioni assolute, l’edizione 2026 del festival propone un cartellone che spazia tra generi, epoche e geografie diverse grazie a grandi interpreti internazionali e giovani talenti emergenti.

Ad anticipare l’inizio di Emilia-Romagna Festival sarà, il 29 giugno (ore 21), un concerto nel Giardino Storico del Palazzo Vescovile di Imola, che inaugura la mini rassegna Giovani talenti – Serate di musica nel verde, dedicata alle nuove generazioni di interpreti. Ad esibirsi l’arpista e compositrice reggiana Agatha Bocedi, classe 2000, che vanta premi nei principali concorsi internazionali dedicati allo strumento.

Sarà un luogo speciale della nostra regione a ospitare l’apertura di quest’edizione. Il 1^ luglio l’Abbazia di Pomposa, che nel 2026 celebra i mille anni dalla consacrazione, ospita i Carmina Burana di Carl Orff, eseguiti nella versione originale per due pianoforti, percussioni e voci dalle pianiste Natasha Sidorenko e Alexandra Pavlova insieme ai percussionisti dell’Orchestra Lorenzo da Ponte e al coro della Venice Monteverdi Academy diretti da Ernest Hoetzl.

Tanti gli artisti del cartellone 2026. Tra questi, il soprano polacco Angelika Rzewuska insieme all’organista Mateusz Rzewuski e al flautista Giorgio Matteoli; i Cameristi della Scala con Massimo Mercelli flauto solista; il violinista Riccardo Zamuner con il Quintetto de I Virtuosi della Cappella di San Severo che rendono omaggio alle Quattro Stagioni di Vivaldi in occasione dell’inaugurazione della mostra di Wolfango dedicata proprio al tema delle stagioni. E poi ancora, i giovani professionisti della Toscanini Academy; la compagine cinese della Wuxi Symphony Orchestra diretta da Daye Lin con il tenore Xue Haoyin e il virtuoso della suona Zhang Qianyuan, con una prima esecuzione italiana; e il Bavarian Brass Sextet Ensemble Classique, tra le formazioni cameristiche di ottoni più apprezzate della scena europea.

Il cartellone del Festival esplora i più diversi generi musicali. Accanto alla musica classica, anche quest’anno ampio spazio al jazz e ai linguaggi di confine. Come il progetto “Under 29 But Me” di Rita Marcotulli con i nuovi talenti della scena italiana e gli omaggi ai grandi maestri. E poi la canzone d'autore e la world music che vedranno salire sul palco Simona Molinari, Raphael Gualazzi, Sergio Cammariere, fino ai grandi ritorni di Elio e Noa, artisti storicamente legati al Festival. Ci saranno anche la musica per il cinema e le suggestioni della musica tradizionale irlandese e celtica con più appuntamenti.

Spazio anche ai giovani interpreti, come da tradizione del Festival. In questo contesto si inserisce il Premio alla Carriera ERF 2026 assegnato a Ettore Pagano, violoncellista romano classe 2003, vincitore del Premio Abbiati 2025 come miglior solista dell’anno e dell’ICMA Classeek Award, protagonista a ERF insieme alla Münchner Kammerphilharmonie Dacapo.

Il 12 settembre, invece, sarà il Teatro Stignani di Imola ad ospitare la chiusura con Bach Dance Concert – Indoor, una nuova produzione pensata da Emilia-Romagna Festival che coniuga la musica di Johann Sebastian Bach, interpretata da Ramin Bahrami, e la ricerca coreografica della Compagnia Zappalà Danza.

I luoghi del Festival

Protagonisti insieme alla musica sono anche i luoghi del Festival. Abbazie millenarie, rocche, musei, chiostri, parchi e luoghi inconsueti accolgono musicisti e pubblico: dalla Abbazia di Pomposa a Codigoro (Fe) a quella di San Mercuriale di Forlì, dal Museo Carlo Zauli di Faenza (Ra)— che nel 2026 celebra il centenario della nascita dell’omonimo artista faentino — al Museo Internazionale delle Ceramiche sempre a Faenza. E ancora, la Rocca di Riolo, la chiesa di San Lorenzo in Varignana, fino alla piazzetta Trepponti a Comacchio, al Parco delle Terme di Castel San Pietro e alla Business Lounge dell’Aeroporto Guglielmo Marconi di Bologna.

Il programma dettagliato del Festival è disponibile al link https://spettacolo.emiliaromagnacultura.it/it/news/emilia-romagna-festival-2026-classico-si-contemporaneo-grandi-interpreti-nuovi-linguaggi/

Mara Cinquepalmi

In allegato:

-alcune immagini della conferenza stampa

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Ultimo aggiornamento: 13-05-2026, 12:59