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Bologna – Indossare la stessa maglia, condividere il campo, giocare nella stessa squadra: non è solo calcio, è inclusione sociale. È “Per un Calcio Integrato”, il progetto del Cesena Football club che da dieci anni mette insieme giovani con e senza disabilità. Un percorso nato nel 2016 da un’intuizione del coordinatore, Massimo Buratti, e sviluppato dal club bianconero romagnolo, che nel tempo si è consolidato come una delle esperienze più significative nel panorama sportivo e sociale. Allenamenti condivisi, regole comuni, la quotidianità della squadra: è qui che l’inclusione prende forma, all’interno di un’esperienza reale di partecipazione. Obiettivo, favorire l'autonomia, la consapevolezza e l'autostima di giovani con disabilità intellettive o motorie, creando uno spazio di squadra condiviso, dove lo sport diventa occasione concreta di partecipazione e crescita.

Il decennale è stato celebrato oggi in Regione Emilia-Romagna, dal presidente, Michele de Pascale, e dall’assessora regionale allo Sport, Roberta Frisoni, insieme al sindaco di Cesena Enzo Lattuca e il vicesindaco e assessore allo Sport di Cesena Christian Castorri, che hanno ricevuto una delegazione del Cesena FC, con il direttore generale Corrado Di Taranto, le ragazze e i ragazzi protagonisti del progetto, le loro famiglie e lo staff tecnico.

Al Cesena FC il presidente e l’assessora hanno consegnato anche una targa.  

“È motivo di orgoglio festeggiare insieme alle ragazze, ai ragazzi, alle loro famiglie, agli atleti e allo staff del Cesena Football Club i dieci anni di questo bellissimo progetto, un esempio concreto di come lo sport possa essere un grande strumento di inclusione sociale, capace di abbattere barriere e costruire relazioni autentiche- affermano il presidente de Pascale e l’assessora Frisoni-. Un progetto che non ha solo una grande valenza educativa perché afferma il diritto allo sport come esperienza aperta e concreta, e allo stesso tempo offre importanti opportunità di crescita e autonomia a tanti giovani. Ma che rappresenta anche un patrimonio per tutta la comunità, perché tiene insieme persone, famiglie, tecnici e società sportiva in un percorso condiviso, rafforza i legami e costruisce responsabilità collettiva, contribuendo a rendere più solido e coeso il tessuto sociale. È in questo intreccio tra dimensione sportiva, educativa e sociale che sta il valore più forte di esperienze come questa: non riguardano solo chi le vive direttamente, ma rafforzano l’intero sistema sportivo e la comunità, indicando una direzione chiara per uno sport capace di unire, educare e generare opportunità reali”.

Il progetto

“Per un Calcio Integrato” è un programma educativo, sportivo e sociale promosso dal Cesena FC che dal 2016 coinvolge ragazze e ragazzi con disabilità intellettive, relazionali e motorie insieme ai coetanei del settore giovanile, all’interno dello stesso contesto sportivo. Il progetto si basa su un’impostazione precisa: niente attività separate, ma allenamenti condivisi, con le stesse regole e gli stessi ritmi. Ragazze e ragazzi con e senza disabilità si allenano e giocano insieme, con il supporto dello staff tecnico, degli allenatori del club, di educatori e anche di calciatori della prima squadra.

Accanto al lavoro sul campo si sviluppa un percorso educativo strutturato, orientato allo sviluppo di autonomia, coordinazione e capacità relazionali, con l’obiettivo di costruire un’esperienza di partecipazione concreta e continuativa. Un percorso riconosciuto anche a livello nazionale e internazionale, premiato dalla Uefa per il contributo all’inclusione delle persone con disabilità attraverso il calcio.

A sostenerlo è una rete che unisce il Cesena Fc, promotore e responsabile del progetto, il Comune di Cesena, il sistema sportivo locale – con il supporto della Figc e delle società affiliate – e diversi partner privati. Sempre per celebrare il decennale del progetto, sabato 21 marzo, allo stadio “Dino Manuzzi”, in occasione della partita tra Cesena Fc e Us Catanzaro 1929, le ragazze e i ragazzi di “Per un Calcio Integrato” accompagneranno i calciatori durante l’ingresso in campo.

Cinzia Leoni

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Ultimo aggiornamento: 06-05-2026, 16:52