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Bologna – Sensibilizzare gli operatori per accrescere le competenze su cittadinanza attiva e intercultura, in preparazione ad attività di laboratori sul territorio di cucina inclusiva, eventi culturali e sportivi gratuiti rivolti a persone con disabilità, minori e famiglie in difficoltà socioeconomica; attivare servizi in ambito sportivo, sanitario, della cura della persona, del sostegno alimentare, educativo e lavorativo. E ancora, rafforzare la capacità delle associazioni di promozione sociale di essere presidio di comunità e di coesione sociale, sia nelle aree cittadine che nelle aree interne, promuovendo cittadinanza attiva, legalità, sostenibilità ambientale e inclusione; una piattaforma di formazione interna, a distanza, per i volontari delle aree montane e interne.
Sono alcuni dei temi dei 13 progetti che le articolazioni regionali delle Reti associative nazionali dovranno realizzare grazie al finanziamento complessivo di oltre 500mila euro messo a disposizione dal bando regionale, come previsto dalla legge regionale n. 3/2023, "Norme per la promozione ed il sostegno del Terzo settore, dell'amministrazione condivisa e della cittadinanza attiva".
Su 31 domande ricevute, valutate da un Nucleo regionale nominato ad hoc, sono stati 13 i progetti approvati. Per i 10 progetti che hanno ottenuto un punto pari o superiore a 65 il contributo copre l’80% del costo complessivo per un importo massimo di 50mila euro, per i tre che invece hanno ottenuto un punteggio inferiore a 65 il contributo copre il 60% del costo complessivo.
In considerazione del valore sociale delle progettualità, la Giunta della Regione Emilia-Romagna ha deciso di integrare le risorse previste dal bando, pari a 450mila euro, con ulteriori risorse pari ad 104.442,60 euro per un totale di 554.442,60 euro. La spesa è suddivisa in due annualità: 277.221,30 euro per il 2025 e 277.221,30 euro per il 2026.
“Le nostre comunità- sottolinea l’assessora regionale al Welfare, Scuola e Terzo Settore, Isabella Conti- devono essere sempre più inclusive e solidali. Per questo la Regione è impegnata a incentivare e rafforzare il lavoro di rete sul territorio. Grazie alle risorse messe a disposizione dal bando, potremo sostenere progetti e azioni da parte delle reti associative del Terzo Settore per la crescita dei nostri giovani, a partire da quelli in condizioni di difficoltà sociale, economica o che vivono in aree svantaggiate. Tutti interventi che valorizzano il ruolo sociale delle reti, punto di forza del nostro Terzo settore, che lavorano tutti i giorni per il benessere delle comunità, e promuovono la coesione e lo sviluppo delle comunità locali”.
Cosa prevedeva il bando
Quattro le attività sostenute dal bando: attività sociali, sportive e culturali alle quali possano partecipare in forma gratuita anche persone in condizioni di difficoltà socioeconomica, in particolare i minori d’età, individuate in accordo con gli enti locali, al fine di contrastare fenomeni di svantaggio ed esclusione sociale; azioni di animazione della comunità che in particolare sappiano promuovere e valorizzare le relazioni fra generazioni e il dialogo interculturale quali fattori di coesione e inclusione sociale; attività di sviluppo e rafforzamento del volontariato, della cittadinanza attiva, della legalità e della sostenibilità ambientale, in particolare attraverso il coinvolgimento delle giovani generazioni; attività di sviluppo delle risorse umane e qualificazione delle competenze delle articolazioni associative.
Oltre al requisito che i progetti devono interessare almeno tre province, è stato introdotto un punteggio minimo per idoneità dei progetti, non inferiore a 50. Quanto ai criteri di valutazione, hanno maggior peso rispetto al passato le azioni dirette ai destinatari finali delle attività (soprattutto svantaggiati e popolazione delle aree interne).
Mara Cinquepalmi
Ultimo aggiornamento: 22-11-2025, 11:50
